La Selettiva del Mobile di Cantù #13
Esattamente settant’anni fa si inaugurava a Cantù un’iniziativa di rilevante importanza nella storia del design e sicuramente la più alta nell’evoluzione del rinomato centro mobiliero. Il Concorso Internazionale del Mobile, cui fece seguito la Prima Mostra Selettiva, cioè l’esposizione al pubblico dei progetti premiati e realizzati da artigiani particolarmente qualificati, fu l’inizio di una vicenda che per vent’anni dal 1955 fino al 1975 a cadenza biennale, richiamò i più importanti architetti e designers internazionali, sia come componenti delle giurie (da Alvar Aalto a Gio Ponti, da George Nelson a Carlo Mollino solo per citarne alcuni) sia come partecipanti al concorso, a misurarsi con il rinnovamento dello storico distretto manifatturiero italiano, contribuendo a farlo conoscere in ogni parte del mondo.
In occasione della prima edizione pervennero ben 217 progetti da 21 nazioni diverse fino a raggiungere numeri da primato nel 1959 con 627 progetti di 924 designers. Tra le partecipazioni più numerose, oltre a quella italiana, quella dai Paesi Scandinavi, dalla Germania, dall’Inghilterra e dall’America. Nomi già noti insieme ad altri che lo diventeranno presto: Ilmari Tapiovaara, Werner Blaser, Lina Bo Bardi, Carlo Hauner, Taichiro Nakay, Donato D’Urbino, Gianfranco Frattini, Erik Ullrich, Sven Staaf, Sergio Rodrigues, Peter Karpf, Eero Aarnio, Angelo Mangiarotti e altri ancora.
Molti i progetti rimasti anonimi in quanto risultati non vincitori e quindi non realizzati, ma che potrebbero riservare sorprese ancora oggi: non si hanno certezze circa la partecipazione di Ettore Sottsass anche se il progetto di un mobile dalla forte valenza totemica e di uno specchio a parete con cassetto ricordano in tutto e per tutto le sperimentazioni del celebre architetto milanese. O come questa coppia di sedute impilabili in legno di faggio, prodotte per la prima volta nel 1995 da un disegno del 1959 opera di un autore scandinavo, i cui dettagli rimandano alla ricerca progettuale del danese Hans J. Wegner.
Molti anche i progetti fuori concorso presentati in occasione della seconda edizione del 1957: dalla camera da letto per single dei BBPR allo scrittoio di Guglielmo Ulrich, dallo studio di Marco Zanuso alle poltrone di Carlo De Carli fino alla camera matrimoniale di Gio Ponti, con corredi tessili sempre su suo disegno così come l’oggettistica collocata nei vani del mobile ed eseguita in rame smaltato da Paolo De Poli.
Gli oggetti del padovano Paolo De Poli saranno una costante negli allestimenti delle Mostre Selettive, tanto da figurare in numerose edizioni come complementi di arredo insieme a quelli di altri di importanti produttori. Dai cristalli di Fontana Arte agli argenti di Sabattini, dai legni della Finn Form alle ceramiche di Lucio Fontana e Franco Meneguzzo, dalle lampade di Stilux ai tappeti di Gegia Bronzini, passando per le stoffe, la cestineria e quant’altro, a testimonianza di come anche l’oggettistica fosse il risultato di un’attenta selezione.
La stretta collaborazione con la Triennale di Milano garantì l’altissimo profilo internazionale delle giurie chiamate a pronunciarsi sulla qualità dei progetti pervenuti: da Alvar Aalto a Gio Ponti, da Fin Julh a Carlo De Carli nel primo concorso del 1955, seguiti nelle successive edizioni da Carlo Mollino, Luigi Caccia Dominioni, Ignazio Gardella, Arne Jacobsen, George Nelson, Marco Zanuso, Vico Magistretti. L’edizione del 1963 vide impegnati Paul Really (primo da sinistra), Finn Juhl, Franco Albini, Pier Giacomo Castiglioni ed il produttore canturino Spartaco Brugnoli, qui ripresi nel testare la comodità di una seduta.
Di altissimo livello anche la grafica, con il manifesto di Marcello Nizzoli a inaugurare la Prima Selettiva del 1955, seguito dai cataloghi di Bruno Munari con in copertina il celebre “morsetto” che divenne il logo simbolo della manifestazione. Ricercati da storici e collezionisti, sono da ritenersi documenti rarissimi.